Voluntary con obbligo allargato

Voluntary con obbligo allargato

Il Sole 24 Ore del 13 Maggio 2015 di Carlotta Benigni e Antonio Tomassini
Rientro dei capitali. Le omissioni rischiano di portare a una sanzione sul totale degli attivi non monitorati per ogni soggetto collegato

Necessaria un’istanza autonoma in presenza di una delega operativa sul conto estero

A ognuno la sua domanda di voluntary disclosure. Tutti i soggetti collegati, e in particolare cointestatari, eredi e delegati a operare su conti e depositi, devono presentare una propria richiesta di disclosure. Eventuali dimenticanze sono a rischio, in quanto mentre in caso di disclosure la sanzione da definire è unica e può essere ripartita tra tali soggetti, in caso di contestazione successiva a carico di uno di essi particolarmente “distratto”, si tornerebbero ad applicare le ordinarie regole in materia di monitoraggio fiscale, per le quali ognuno è destinatario di una sanzione sulla totalità degli attivi non monitorati. Si rischia un proliferare di istanze a fronte, in definitiva, di un’unica violazione da regolarizzare. Questo almeno stando all’interpretazione erariale.
Tuttavia la stessa legge 186/2014 prevede che, ai fini della disclosure, le attività intestate a più persone si presumono, salvo prova contraria, ripartite in parti uguali tra tutti coloro che ne avevano la disponibilità per ciascun periodo di imposta. Questa disposizione va letta alla luce delle regole di compilazione del quadro RW, che richiedono l’indicazione integrale dell’importo da parte di tutti i soggetti cointestatari (oltre che far riferimento, a partire da Unico 2014, anche alla nozione di titolarità effettiva). Se dunque marito e moglie hanno un conto cointestato dovranno presentare la disclosure ognuno autonomamente, anche se le sanzioni – ai soli fini della disclosure – si applicheranno solo sulla quota parte di spettanza di ciascuno.
Stesse considerazioni, sulla base di quanto chiarito dalla circolare 10/E/2015, valgono per i soggetti delegati, ma qui le problematiche aumentano. È ipotizzabile che si debba trattare di deleghe operative, ovvero che quanto meno il delegato abbia la possibilità di disporre delle somme (effettuando, per esempio, prelevamenti, bonifici o giroconti). La circolare fa espresso riferimento alle deleghe di firma (paragrafo 1.1). In alcuni casi invece presso le banche estere vi sono semplici deleghe alla visura dei conti, per le quali sembrerebbe corretto concludere che il delegato non debba aderire alla disclosure (in quanto per queste situazioni non sembra sussistere obbligo di compilazione del quadro RW).
Un’ulteriore riflessione merita la «prova contraria» a cui fa riferimento la norma, ossia la possibilità di dimostrare che alla cointestazione formale delle attività (o alla presenza di deleghe sulle stesse) non corrispondano poteri reali di disporne (qui il pensiero corre anche al caso dei beneficiari inconsapevoli, ovvero quei soggetti titolari di attività, anche magari con pienezza di poteri, a loro insaputa). La sostanza giuridica dei rapporti deve prevalere sulla forma. Se le somme appartengono al fratello maggiore ma il conto corrente è intestato anche al fratello minore, dovrebbe essere possibile che la disclosure avvenga integralmente a opera del maggiore, senza che il minore abbia alcun obbligo. Documentare una situazione di questo tipo potrebbe non essere agevole, sarebbe tuttavia possibile ricostruirsi l’origine (ad esempio che si tratta di evasione fiscale riferibile al solo fratello maggiore) o produrre il numero di transazioni effettuate dall’uno piuttosto che dall’altro (se il fratello minore non ha mai operato, tale ricostruzione deve essere considerata credibile).
Resta da chiarire in questi casi se il soggetto collegato sia esonerato dalla presentazione della disclosure o debba presentarla a «zero» (o a «1») per evitare che – essendo indicato nell’istanza del fratello maggiore come soggetto collegato – possa incappare in problematiche future.
La soluzione più ragionevole pare quella di fare un’unica disclosure non indicando l’altro soggetto tra i «collegati». Nel regolarizzare, in questi come in altri casi, occorre tuttavia prestare molta attenzione anche al verificarsi di situazioni di liberalità dirette o indirette che potrebbero far scattare (a meno che non siano spirati i termini di accertamento riferiti alle due imposte) la tassazione ai fini delle imposte di successione e donazione, imposte escluse dall’ambito di operatività della disclosure.