Rientro dei capitali, sì del Parlamento allo scudo sul passato

Rientro dei capitali, sì del Parlamento allo scudo sul passato

Il Sole 24 Ore 30 Luglio 2015 di Marco Mobili
Delega. Ok ai pareri su abuso ed e-fattura

ROMA
Il Governo incassa il secondo via libera delle Camere su fatturazione elettronica e certezza del diritto. E porta a casa anche la norma sblocca-voluntary, ossia la possibilità per i contribuenti di considerare oggetto della procedura di collaborazione volontaria anche gli imponibili, le imposte e le ritenute correlati alle attività dichiarate nella procedura di rientro dei capitali per i quali è scaduto il termine per l’accertamento. Ossia, per il 2009 e il 2010, aderendo al rientro dei capitali in scadenza il prossimo 30 settembre, si potranno chiudere i conti con l’amministrazione finanziaria a costo zero.
Una norma inserita nel testo del Dlgs approvato in seconda lettura a Palazzo Chigi la scorsa settimana e di cui anche i parlamentari hanno voluto, in qualche modo, sottolineare la forzatura. Nel parere approvato ieri dalle Commissioni e in particolare nel testo reso noto sul sito di Palazzo Madama si legge a chiare lettere che «pur ritenendo, in linea teorica, preferibile non utilizzare lo strumento del decreto legislativo per l’inserimento nello stesso di norme non incompatibili con la legge delega, ma più propriamente definibili in modo autonomo, stante la loro riconducibilità ad altre normative di carattere speciale si ritiene compatibile con la legge delega e con lo spirito del decreto in questione (…) l’inserimento di un nuovo comma 4 al fine di coordinare le disposizioni in materia di voluntary disclosure». Norma bocciata senza appello dalle opposizioni: Giovanni Paglia (Sel) alla Camera ha parlato di «pietra tombale su qualsiasi illecito fiscale antecedente il 2009-2010. Niente sanzioni, niente tasse, niente di niente».
Con l’approvazione del Dlgs sulla certezza del diritto si chiude comunque anche il lungo confronto sulla codificazione dell’abuso . E, rispetto al primo testo, le Commissioni hanno ottenuto la possibilità per i contribuenti di potere presentare l’istanza di interpello alle Entrate per conoscere se le operazioni che si vogliono realizzare o quelle che si sono già realizzate costituiscano o meno abuso del diritto. Non solo. L’istanza al fisco andrà presentata prima della scadenza dei termini per la presentazione della dichiarazione o per l’assolvimento di altri obblighi tributari .
Sul raddoppio dei termini per l’accertamento, poi, in linea con quanto chiesto dalle Commissioni ha chiarito sia che le denunce della Guardia di finanza rientrano «nella più generale previsione delle denunce dell’amministrazione finanziaria», sia che il raddoppio «non opera qualora la denuncia sia presentata o trasmessa oltre la scadenza ordinaria dei termini». Sulla gestione della fase transitoria sono ora dettagliati le tipologie di atti per i quali sono fatti salvi gli effetti (prima si indicavano genericamente «atti impositivi») se notificati alla data di entrata in vigore del Dlgs.
«Con la revisione dell’abuso del diritto – ha sottolineato Mauro Maria Marino (Pd), presidente della commissione Finanze del Senato – sono state superate le ultime questioni relative al rientro dei capitali». La Commissione – conclude Marino – «si occuperà a settembre di evasione fiscale e, soprattutto, dell’efficacia di strumenti tributari a conseguire tale obiettivo, quali lo split payment e la reverse charge».
Temi su cui va registrata la contrarietà del Governo a disapplicare i due strumenti antievasione per chi opterà per la trasmissione di tutti i dati delle fatture. Dall’altra parte, la disponibilità del viceministro all’Economia, Luigi Casero, che, confermandone l’importanza, ha assicurato, «nei tempi ritenuti più adeguati, le informazioni e i dati relativi all’attuazione del meccanismo del reverse charge, anche relativamente al gettito e al contrasto dell’evasione fiscale».
Con il via libera definitivo anche al Dlgs che introduce l’opzione per la fatturazione elettronica tra privati, il Governo ha assicurato a imprese e professionisti coinvolti un forte sostegno tecnologico pubblico rispetto al funzionamento dei meccanismi telematici che vengono introdotti. Non solo. Il Dlgs licenziato definitivamente dalle Camere stabilisce la possibilità che le funzioni di memorizzazione e trasmissione possano essere effettuate dai gestori di distributori automatici anche utilizzando gli strumenti tecnologici già in uso e, soprattutto, che la memorizzazione dei dati (vero nodo dell’intera operazione) sarà assicurata e a carico delle casse dello Stato.