Il Governo conferma la proroga «lunga»

Il Governo conferma la proroga «lunga»

Il Sole 24 Ore del 10 Ottobre 2015 di Marco Bellinazzo

Rientro dei capitali. Resta valido il rinvio al 30 dicembre per integrare e documentare tutte le istanze

MILANO
«Il Governo e l’amministrazione finanziaria non hanno nessun dubbio sul fatto che tutte le istanze di voluntary disclosure, sia le nuove sia le vecchie, possano essere integrate entro il 30 dicembre. E che entro lo stesso termine possa essere depositata la relazione illustrativa. Il testo di legge è chiaro in questo senso».
Mentre al Senato scadeva il termine (ore 18) per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge di conversione del Dl 153/15, il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti ha precisato al Sole 24 Ore quanto già dichiarato giovedì in rappresentanza dell’Esecutivo nella sua replica alla commissione Finanze del Senato. «Si tratta di atti parlamentari nei quali abbiamo voluto lasciare traccia – aggiunge Zanetti – di quella che è la volontà del Governo per cui non riteniamo che sul punto specifico ci sia la necessità di far approvare un emendamento. Martedì alla ripresa dei lavori esamineremo le proposte di modifica depositate e decideremo il da farsi».
A Palazzo Madama, in commissione Finanze, ieri sono stati formalizzati 31 emendamenti. Sette quelli di Conservatori e Riformisti, cinque dalla Lega, quattro da Gal, tre dal M5S, due di Forza Italia e uno dal gruppo Misto.
I più numerosi li ha presentati il Pd (nove) ma in ogni caso non sul punto “incriminato”, come conferma il relatore Gianluca Rossi: «Anche per noi il dubbio nato dalla relazione al Dl 135 è risolto e abbiamo voluto che il sottosegretario Zanetti lo sottolineasse in modo ufficiale durante la sua audizione in commissione».
In effetti, l’articolo 2 del Dl 153 definisce un termine lungo per tutte le istanze e consente a tutti, incluso chi ha presentato domanda di collaborazione volontaria prima del 30 settembre, di depositare l’integrativa e la relazione illustrativa entro il 30 dicembre 2015. Tuttavia dalla relazione tecnica al provvedimento emergeva una interpretazione più restrittiva, in base alla quale venivano concessi appena 30 giorni dal deposito della prima istanza per l’integrazione dei documenti e per la redazione della relazione illustrativa a chi avesse già depositato l’istanza.
Intanto continua a crescere il numero delle domande e il gettito derivante dall’operazione di rientro dei capitali. Giovedì il viceministro Luigi Casero, nel question time in commissione Finanze della Camera, ha ufficializzato che al 30 settembre scorso, giorno della chiusura originario della voluntary disclosure, sono pervenute all’agenzia delle Entrate 63.251 domande.
Casero ritiene che «utilizzando aliquote medie cautelative, il gettito derivante dalle istanze di collaborazione volontaria presentate fino al 30 settembre 2015 possa ammontare a circa 1,9 miliardi di euro per imposte, interessi, sanzioni e contributi previdenziali».
Si tratta peraltro di una fotografia assolutamente parziale, in quanto non solo le domande dovrebbero nel frattempo aver già superato quota 75mila, ma potrebbero a breve oltrepassare la soglia delle 100mila, con un’impennata delle entrate in quanto dopo i chiarimenti normativi intervenuti, specie in tema di raddoppio dei termini, e con un clima internazionale sempre meno favorevole all’espatrio illegale dei capitali (si veda l’articolo in basso), alla porta degli intermediari in queste settimane stanno suonando, a differenza della prima fase della regolarizzazione, i detentori dei grandi patrimoni.